Cento anni. Un secolo intero racchiuso in una donna, in una voce, in uno sguardo che ha visto tutto.
Nata nel cuore del periodo interbellico, in un'epoca di sogni e fragili speranze tra due grandi tempeste, ha attraversato la Seconda Guerra Mondiale con la forza silenziosa di chi sa che arrendersi non è un'opzione. E poi tutte le altre battaglie — quelle che non finiscono sui libri di storia, ma che segnano la pelle e l'anima: la fatica, le perdite, le ripartenze, i giorni in cui si va avanti solo perché si deve.
Eppure eccola qui, oggi, a spegnere cento candeline.
Nonna Rosina non è solo una testimone del Novecento. È la prova vivente che la resilienza non è una parola vuota — è alzarsi ogni mattina, è stringere i denti, è trovare ancora qualcosa per cui sorridere.
Auguri, nonna Rosina. Che la tua storia continui a ricordarci che siamo più forti di quello che pensiamo